
Ci hanno fatto credere che il valore di una persona dipenda da quanto produce, da quanto guadagna e da quanto riesce a realizzarsi.
Ma non è quello che sta succedendo.
Sempre più persone lavorano e non arrivano a fine mese. Tante non possono permettersi una casa. Chi si laurea passa da uno stage all’altro senza sapere quando arriverà un lavoro stabile.
Mentre la maggioranza fa sempre più fatica, ricchezza e potere si concentrano nelle mani di pochi.
Ma noi siamo il 99%. E vogliamo costruire qualcosa di radicalmente diverso.


99% è una coalizione di movimenti, associazioni, organizzazioni del terzo settore.
Siamo una comunità di persone che non si rassegna a vivere in un sistema che distribuisce risorse, opportunità e sicurezza in modo profondamente diseguale.
Siamo persone che vogliono tornare a partecipare, a organizzarsi e a incidere sulle decisioni che riguardano le nostre vite.
Siamo il 99%: la maggioranza di chi ogni giorno sostiene questo Paese, ma sempre più spesso si trova senza gli strumenti, il tempo e la forza per immaginare il proprio futuro.
Vogliamo trasformare questa condizione condivisa in una forza collettiva.
In un mondo in cui il valore viene misurato soprattutto attraverso la crescita economica e la capacità individuale di produrre, accumulare e competere, il benessere viene trattato come un premio: qualcosa da conquistare da soli, dimostrando di essere abbastanza capaci, produttivi o resilienti.
Ma casa, cura, sicurezza e futuro non possono essere privilegi riservati a chi riesce a stare al passo.
Quando le risorse e le decisioni si concentrano nelle mani di pochi, la libertà di tutte e tutti si restringe.
Non è un problema individuale, è un problema politico.

Vogliamo un Paese in cui avere una casa, potersi curare, vivere in sicurezza e guardare al futuro con fiducia siano diritti garantiti a tutte e tutti.
Un Paese in cui i desideri non debbano realizzarsi attraverso la competizione e lo sfruttamento, ma possano diventare progetti condivisi, sostenibili e accessibili.
Vogliamo passare da una società fondata sull’estrazione e sulla disuguaglianza a una società fondata sulla redistribuzione, sulla cura e sulla possibilità di costruire insieme il futuro.
Vogliamo creare le condizioni perché le persone possano riconoscersi nei propri bisogni, trasformarli in rivendicazioni e organizzarsi per ottenere risposte politiche concrete.


I territori sono i luoghi in cui i problemi diventano concreti e riconoscibili: il costo di una casa, la precarietà del lavoro, l’accesso alla salute, la sicurezza economica, la solitudine.
È da lì che vogliamo partire per ascoltare, organizzarci e costruire risposte comuni.

Una comunità non è soltanto un luogo di incontro. È uno spazio in cui le persone possono riconoscere la propria esperienza dentro una storia condivisa e scoprire di non essere sole.
Vogliamo creare spazi in cui i bisogni possano diventare parole, proposte e mobilitazione..

Partecipare non deve essere un privilegio di chi ha già tempo, competenze o esperienza politica.
Per questo vogliamo condividere strumenti e pratiche di attivismo accessibili, concreti e replicabili.

Casa, cura, sicurezza e futuro non sono richieste individuali.
Sono diritti collettivi.
Quando le persone si organizzano, i bisogni possono diventare rivendicazioni e le rivendicazioni possono cambiare l’agenda politica.

Perché la ricchezza e il potere non sono distribuiti in modo equo.
Perché mentre la maggioranza delle persone fa sempre più fatica, una minoranza continua ad accumulare risorse e a influenzare le decisioni che riguardano tutte e tutti.
Ma soprattutto perché il cambiamento non appartiene a pochi.
Appartiene alla maggioranza delle persone che desiderano una vita più libera, più sicura e più giusta.
Siamo il 99%.
E possiamo organizzare la nostra forza.
La felicità non è una corsa individuale contro gli altri.
È qualcosa che possiamo costruire insieme.
Perché un futuro diverso non è soltanto da immaginare.
È da organizzare.
Siamo il 99%.
